Sopralluogo. un sopralluogo tra i superstiti, fingendo di ascoltare i miei sussulti.
Il ghigno chitarristico da bending e la vellutata pressione delle valvole cardiache.
La nebbia scende giù d’improvviso, infondendo immateriale inconsistenza: fari fiochi come fuochi fatui e alberi come ombre cadenti; forse non cercavo altro, il luogo in cui parcheggiare la ragione, sebbene per un istante, assumendo tutto immobile, raggelando ogni istinto. Cadendo giù.
La macchina rimbalza sull’asfalto viscido.
Poi tra i calici un pò di vino e un sorriso d’intesa.